Yoga per cani
12 gennaio 2012
Inizio l’anno nuovo con un racconto breve dell’anno vecchio, ma che, non so perché, quando l’ho riletto ho proprio pensato: questo è un racconto da anno nuovo.
Yoga per cani
Amanda si siede sulla sedia rosa. Sulla sedia verde sta seduto un signore che sfoglia il giornale sul suo Ipad. L’uomo indossa una camicia blu di lino e dei pantaloni bianchi. Lei indossa una maglia attillata grigia, che lascia in mostra il sudore che le si è venuto a formare in mezzo alle pieghe della pancia.
Nella sala d’attesa il profumo d’incenso è forte, omogeneo e compatto. Ci sono quattro bastoncini alla fragranza di sandalo che bruciano piano vicino allo schermo del computer della segretaria. La segretaria indossa un vestito ampio e, quando si piega sulla tastiera a scrivere, si vedono i seni piccoli non coperti dal reggiseno.
Nell’atmosfera risuona a basso volume una musica strumentale, rilassante. Si diffonde dagli angoli in alto della stanza, dove ci sono le piccole casse dolby della filodiffusione. È la stessa musica che si sente nella sala delle attività.
Amanda aveva deciso di portare Lorenzo a fare yoga dopo che le aveva rovinato due borsette in ecopelle e dopo che aveva litigato con il cucciolo dei vicini, ferendolo ad una zampa.
Il suo ultimo fidanzato, prima di lasciarla, le aveva detto che a trent’anni era ora di diventare autonoma da sua madre, che a trent’anni doveva tenere meglio il suo corpo, che a trent’anni non si può avere un cane matto. Lei aveva liquidato le sue accuse come, Le tipiche cose che si dicono, ma non si pensano.
La prima sera che aveva dormito da sola, dopo i due anni di convivenza con Antonio, aveva tenuto la luce accesa e aveva lasciato che Lorenzo stesse sul letto con lei. Aveva letto fino a tardi, tenendo il libro con una mano e accarezzando il cane con l’altra. Alla tv davano un film che raccontava di una ragazza che da bruttina diventava bella, e che da povera diventava principessa.
Amanda si alza dalla poltrona quando sente la campanella che indica la fine della lezione. Lorenzo esce accompagnato dall’istruttrice. Con le sue zampe corte da Shitzu corre verso la sua padrona, che lo prende in braccio. Le lecca il sudore sul collo e lei gli parla con voce alta, come si fa con i bambini. L’istruttrice la informa che è stato bravissimo. Le spiega che è molto più tranquillo rispetto all’inizio, che si sa muovere molto meglio e che ormai è proprio un altro cane.
Ma d’altro canto te ne sarai certamente accorta anche tu a casa, no?, le impone sorridendo.
Amanda annuisce e sorride a sua volta.
Grazie mille di tutto, si congeda, prima di uscire facendo tintinnare il campanellino appeso alla porta d’ingresso.
Sul divano, durante Paperissima estate, Amanda si concede l’unica sigaretta della giornata. Lorenzo morde, rotolandosi sul tappeto, sotto il tavolo di cristallo, il suo piccolo osso di gomma.
Sullo schermo, una sposa sovrappeso vestita di bianco-panna e con il velo davanti al volto, cade mentre attraversa la navata centrale della chiesa. Nella caduta tira a terra anche l’anziano padre che la stava accompagnando all’altare. I rumori del filmato sono sovrastati dalle risate registrate lanciate dalla regia. Il conduttore fuori campo, con accento siculo, commenta con una frase tagliente: un vero matrimonio col botto.
Amanda prende il portatile dal tavolo e se lo appoggia sulle gambe. Il suono bitonale della chat attira la sua attenzione. Enrico_82 le scrive usando il carattere Thonburi color porpora. Le dice, ciao bellissima. Le dice, avevo voglia di sentirti. Le chiede, com’è andata la lezione di yoga di Lorenzo?
Lei si porta la sigaretta alle labbra tese in un sorriso imbarazzato. Da sola, arrossisce e fa cadere la cenere nel posacenere. Gli risponde con un’emoticon che rappresenta il pollice alzato, poi inizia a raccontargli. Mentre scrive, pensa che Enrico si è proprio ricordato tutto di quello che gli aveva raccontato quando avevano chattato la sera precedente. Pensa che le piacerebbe incontrarlo di persona, magari in un bar a sorseggiare del tè. Pensa che, adesso che è diventato bravo, potrebbe portare con sé anche Lorenzo, per presentaglielo.
Alessandro Busi
