A me L’Unità piace.
A me L’Unità piace. C’ha quel formato ne grande, ne piccolo, che mi aggrada. Un formato da borsetta.
Ma che tu usi la borsetta?, direte voi. No, uso lo zaino, quindi, fosse per me, potrebbe anche essere un lenzuolo di giornale, ma penso a tutte le compagne che usano le borsette, quelle da sotto ascella, e sono felice che finalmente ci sia un giornale che pensa a loro.
Che poi si sa, L’Unità è dalla parte delle donne, che diamine. Se non ora quando?!
Mica per niente avevano anche pubblicato la splendida intervista alla paladina Emma Marrone che aveva detto “Ragazze venite in piazza con me” e, soprattutto, ci aveva rivelato che la compagna Maria De Filippi, anche lei pensava che Se non ora, quando?! Era una giusta causa.
A me L’Unità piace. Mi piace perché mi fa capire le cose. Non dico che me le fa capire bene come Repubblica, ma mi aiuta a sistemare quello che vedo e vivo, nei posti giusti.
Per esempio. L’anno scorso al 15 ottobre c’era stata una manifestazione dove c’ero anch’io, a Roma. Era stata una manifestazione particolare, un sacco di persone, alcune azioni violente organizzate, alcune spontanee, tante altre persone che facevano la loro manifestazione tranquilli. Mi ricordo anche che avevamo incrociato anche una sposa giapponese tipo, mi pare lungo corso cavour. Poi, invece, mi ricordo bene che la polizia aveva spezzato in due il corteo, deviandone la coda e prendendo per “violenti” tutti quelli che stavano davanti. Mi ricordo i lacrimogeni come piovesse, mi ricordo il signore che mi dice “abbassati la sciarpa” ché probabilmente gli dava fastidio che mi coprissi naso e bocca, mi ricordo anche le volanti lanciate in mezzo alla strada, che se ti distraevi ti tiravan sotto, a mò di pirati della strada.
Che poi, mi ricordo, mi pare di ricordare.
Sì, perché il giorno dopo, guardando la prima de L’Unità, le mie memorie sono cambiate. “VIOLENTATI” stava scritto e dicevano che i violenti avevano VIOLENTATO i manifestanti pacifici. Così, per dire, io che ero sempre stato convinto che la delazione sia la peggiore violenza che si possa fare, che sia il primo passo verso una capillare dittatura di pensiero dove ognuno è controllore dell’altro, beh, dopo questo titolo ho rivisto la mia posizione e mi son detto: è giusto, denunciamoli, c’hanno violentato. E ho cercato fra le fotografie del corteo, ma l’unica dove si vedeva bene una persona era una mia amica che dormiva sul pullman. Che è vero che c’aveva una felpa col cappuccio grigio, ma mi pareva un po’ poco.
Comunque sia, L’Unità m’ha aiutato a capire cosa sarebbe stato giusto fare e non li ringrazierò mai abbastanza.
A me L’Unità piace. Ieri, per esempio, c’è stato lo sciopero europeo, no? Quello che han fatto le manifestazioni in Italia, ma anche in Spagna, in Portogallo, in Francia, in Inghilterra, in Grecia. Insomma, un po’ in tutta Europa, appunto. Seguendo le dirette su Twitter dalle varie città, leggevo un sacco di cariche violente della polizia, cariche assurde, anche di ragazzi a terra e picchiati, e le immagini e i filmati che man mano uscivano davano credito a queste storie. Nel frattempo, però, i giornali raccontavano un’altra storia. Raccontavano di poliziotti feriti, di molotov e bombe carta e, addirittura, Il Fatto Quotidiano twittava “Roma: volano tavolini vasi di fiori, pali divelti. In testa a corteo giovani con cappucci sciarpe sul volto caschi”. Beh, in primis ho pensato che questi violenti sono molto forti, per lanciare tavolini e vasi, poi, però sono tornato confuso. Come tenere assieme le due storie?
Ho fatto fatica, ma stamattina tutto s’è risolto. Ho trovato online la prima pagina de L’Unità e tutto mi s’è fatto più chiaro.
Innanzitutto la polizia è stata vittima dei violenti che hanno anche fatto cadere dei poliziotti spingendoli, come si vede nell’immagine, e non escludo abbiano fatto uso di sgambetti.
In secondo luogo ci sono stati due cortei: uno di persone per bene che camminavano da persone per bene dietro lo striscione dell cgil per bene, e l’altro, quello dei cattivi che si vestono di nero, delle persone per male. Nel primo, la parola che si vede nello striscione è “solidarietà”, nel secondo si legge bene “Lenin”. Vuoi mettere. In particolare, però, quello che ho capito è che quelli per male non erano in piazza per manifestare, no, no, erano in piazza per rovinare il corteo di quelli per bene: “I violenti contro lo sciopero”. Hai capito questi farabutti?!
Eppure, eppure, L’Unità, per essere chiara, le due immagini le spiega anche e non ci va tanto leggera. Le persone per bene sono “studenti e professori assieme” che dicono “salviamo la scuola”: delle persone che vanno oltre gli steccati di ruolo per un fine impossibile da non condividere. Nella descrizione delle persone per male, invece, ci sono tre parole che saltano all’occhio: feriti, guerra e fuoco.
Finito di leggere, mi sono sentito come in quei cartoni animati in cui il protagonista deve scegliere fra la strada buia e pericolosa e quella felice e soleggiata. Che fare? Ma è chiaro, bisogna stare con le persone per bene, che diamine!
A me L’Unità piace. Mi piace perché mi fa capire le cose. Mi piace perché quando non so cosa pensare, track, loro hanno la risposta giusta e mi sanno indicare la via.
Mi piace perché, mi immagino io, essendo compagni, hanno tutti letto 1984 di George Orwell e hanno riflettuto sul ruolo della stampa nella società.
E allora, mi piace, perché hanno piena responsabilità di quello che dicono, dato che lo sanno bene che: chi controlla il passato, controlla il futuro. Chi controlla il presente, controlla il passato.
Alessandro Busi


seppur di vecchia data ma pur sempre attuale, io dell’unità ricordo quando nel settembre 1978, a condimento di un congresso del PCI, nella sua prima pagina apparve un falso nel quale il segretario Enrico Berlinguer annunciava la rottura con la Democrazia Cristiana e quindi la fine del compromesso storico… forse era solo un lapsus freudiano… chissà…
La prima pagina dell’Unità di ieri risponde alla logica del “Divide et impera”, che la “sinistra istituzionale” (Pd e sindacati annessi) usa per delegittimare tutto ciò che, di sinistra, nasce dalle piazze e al di fuori del proprio recinto. E’ il monopolio del pensiero di sinistra.
Ne ho scritto qui dopo un corteo a cui ho partecipato dove, a mia volta, mi son dovuto difendere dai tutori della democrazia.
http://www.muliniatempo.blogspot.it/2012/05/primo-maggio-torino.html
Anche a me l’Unità piace! Un saluto!
Danilo.